COMUNE di EMPOLI

 

 

 

TITOLO I

PRINCIPI GENERALI

 

Art. l

Disposizioni generali

1. La Comunità di Empoli, costituitasi in libero Comune nell'anno 1774, è autonoma.

2. La Comunità locale, attraverso il proprio ordinamento giuridico autonomo garantisce ai cittadini appartenenti alla Comunità l'effettiva partecipazione, libera e democratica, all'attività politico-amministrativa del Comune. Realizza il proprio indirizzo politico e amministrativo attraverso l'esercizio dei poteri previsti e disciplinati dallo statuto del Comune.

3. Il Comune di Empoli ripudia la guerra e persegue e promuove la cultura della pace, della giustizia e della cooperazione tra i popoli e assume le diversità di sesso, cultura e convinzioni ideali e religiose come valori e risorse su cui costruire una Società libera, democratica e socialmente equa.

4. Il Comune di Empoli si riconosce integralmente nei valori di democrazia, di solidarietà sociale e di convivenza civile posti a fondamento della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza al nazifascismo. Bandisce ogni forma di dittatura e di totalitarismo perseguita per l'affermazione di principi politici, religiosi e filosofici, come ripudia ogni altra forma di limitazione delle libertà individuali e collettive.

5. Nel rispetto dei principi costituzionali e con riferimento all'ambito delle funzioni proprie determinate dalla legge, in attuazione dell'art. 128 della Costituzione e di quelle attribuite e delegate, il Comune è soggetto istituzionale equiordinato agli altri in cui si riparte la Repubblica. Il rapporto fra il Comune, la Provincia, la Regione e gli enti locali si ispira ai criteri della collaborazione, cooperazione e associazionismo nel pieno rispetto delle rispettive posizioni istituzionali. Il Comune ricerca la collaborazione e la cooperazione degli Organi e degli Enti pubblici statali operanti sul proprio territorio.

6. Il Comune ha potestà normativa che esercita secondo le previsioni del presente statuto.

7. Nell'ambito delle leggi, dello Statuto e del Regolamento di Contabilità, il Comune ha autonomia impositiva e finanziaria.

8. Il Comune promuove e assicura lo sviluppo e la diffusione dei valori culturali, sociali, politici e della tradizione popolare che costituiscono il suo patrimonio di storia e di tradizione. Opera affinché esso conservi i valori più elevati nel processo di sviluppo e rinnovamento, esprimendo l’identità e i caratteri propri della società che lo compone.

9. Il Comune riconosce le esperienze delle donne come parte fondamentale del proprio patrimonio storico e culturale e valorizza le differenze di genere nel pensiero, nelle esperienze, nelle esigenze e nei bisogni. Il Comune promuove azioni positive per favorire pari opportunità e possibilità di realizzazione sociale per le donne e per gli uomini, anche attraverso l’individuazione di tempi e modalità dell’organizzazione della vita cittadina, adeguati alla pluralità di esigenze dei cittadini, delle famiglie, delle lavoratrici e dei lavoratori.

10. Nell'esercizio delle funzioni di promozione dello sviluppo della Comunità, gli organi del Comune curano, proteggono e accrescono le risorse ambientali e naturali che ne caratterizzano il territorio e assumono iniziative per renderle fruibili dai cittadini. Il Comune si impegna a garantire uno sviluppo ecologicamente sostenibile fondato sulla salvaguardia dell'ambiente e la valorizzazione del territorio e del paesaggio.

11. Il Comune di Empoli riconosce come valori per la comunità l’associazionismo, il volontariato e la cooperazione e ne favorisce l’attività e lo sviluppo. Riconosce la cooperazione sociale e ne favorisce la funzione e la crescita, ne considera la presenza e lo sviluppo nel suo territorio come una delle condizioni economiche e sociali per favorire il diritto al lavoro per i cittadini in condizione di diversa abilità e difficoltà sociale.

12. Il Comune assume il valore della tutela e della promozione dell’ambiente come valore primario per la qualità della vita e indirizza tutti i suoi atti verso uno sviluppo eco-sostenibile.

13. Il Comune assume come obiettivo primario della propria azione politico amministrativa la tutela dei diritti e la promozione di interventi a favore delle fasce di popolazione più svantaggiate, tutelando la salute e la vita dell'individuo. Riconosce come valore positivo e potenzialità per l'intera città il rispetto e la valorizzazione delle diverse culture e soggettività che nella città convivono.

14. Il Comune attiva e partecipa a forme di collaborazione e cooperazione con gli altri soggetti del sistema delle autonomie, per l'esercizio associato di funzioni e servizi sovra e pluricomunali, con il fine di conseguire più elevati livelli di efficienza e di efficacia nelle gestioni, di ampliare ed agevolare la fruizione delle utilità sociali, di rendere economico e perequato, secondo i criteri costituzionali, il concorso finanziario per le stesse richiesto.

15. Il Comune promuove e partecipa alla realizzazione di accordi con gli altri enti locali compresi in ambiti territoriali caratterizzati da comuni tradizioni storiche e culturali e da vocazioni territoriali ed economiche e sociali omogenee che, integrano la loro azione attraverso il confronto ed il coordinamento dei rispettivi programmi, rendono armonico il processo complessivo di sviluppo.

16. Il Comune opera nella specificità delle tradizioni nazionali ed europee per l'incontro, il dialogo e la pari dignità dei valori culturali e religiosi.

17. Il Comune promuove altresì la valorizzazione del lavoro nella società e promuove, al proprio interno, procedure atte a favorire la partecipazione dei lavoratori alla determinazione e gestione dei fattori organizzativi.

18. Il Comune tutela e promuove la sicurezza e la salute dei lavoratori e ostacola il lavoro irregolare e l’abusivismo nel lavoro autonomo quali forme di attività che offendono la dignità dei lavoratori, impediscono la trasparenza del marcato e limitano lo sviluppo dell’occupazione. Il Comune ispira la propria azione ai principi di trasparenza e qualificazione del sistema degli appalti di opere e servizi e collabora con gli altri Enti pubblici e le Istituzioni preposti al controllo per garantire il rispetto dei contratti di lavoro.

 

Art. 2

Circondario dell’Empolese-Valdelsa

1. Il Comune di Empoli riconosce nel Circondario Empolese-Valdelsa il soggetto sovracomunale al quale attribuire, stante la specificità ed unitarietà del territorio circondariale, le funzioni da esercitare in forma associata, quando ciò sia previsto dalle leggi nazionali e regionali o da provvedimenti provinciali o comunali.

2. Nell’atto di conferimento di funzioni, nel rispetto del presente Statuto e dello Statuto circondariale, saranno definiti le modalità e i limiti delle attribuzioni.

 

 

 

 

 

Art. 3

Autonomia statutaria

1. Il Comune assume, come norma fondamentale, lo sviluppo e la difesa dell'autonomia statutaria come elemento essenziale della rappresentanza degli interessi specifici e originali della Comunità Empolese espressi nello statuto.

2. Il Comune è impegnato a tutelare la propria autonomia statutaria davanti a tutti gli organi di giustizia compresa la Corte Costituzionale contro tutte le violazioni dello statuto recate da leggi statali e regionali e da atti amministrativi di Enti ed Istituzioni.

3. Il Comune esercita tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale che non siano espressamente attribuite ad altri soggetti dalla legge statale o regionale secondo il principio di sussidiarietà. Il Comune può svolgere le sue funzioni anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dall’autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali.

4. Il Comune assume come norma statutaria fondamentale la salvaguardia delle proprie funzioni nei rapporti con la Regione e con gli altri enti locali.

 

Art. 4

Funzioni

1. L'esercizio delle funzioni proprie che riguardano la popolazione e il territorio comunale è organizzato secondo i principi del presente statuto.

2. Le funzioni attribuite e delegate di competenza dello Stato e della Regione sono esercitate nel rispetto dei principi dello statuto e secondo le norme relative. Con i medesimi criteri sono esercitate le funzioni amministrative di competenza dello Stato e della Regione organizzate a livello locale a seguito dell'identificazione nell'interesse comunale.

3. Per le funzioni di cui al comma 2° devono essere assicurate dallo Stato e dalle Regioni le risorse necessarie.

 

Art. 5

Rappresentanza della comunità

1. Il Comune cura gli interessi della Comunità per ciò che attiene all'ambito di rispettiva competenza secondo il proprio ordinamento.

2. Il Comune rappresenta altresì gli interessi della Comunità nei confronti dei soggetti pubblici e privati che esercitano attività o svolgono funzioni attinenti alla popolazione ed al territorio.

3. Il Comune emana direttive e fornisce indicazioni di cui devono tener conto i soggetti pubbÌici e privati che svolgono attività d'interesse del territorio e della popolazione.

4. Ove ciò non interferisca con il corretto esercizio delle loro funzioni, il Comune provvede a coordinare l'erogazione dei servizi resi da soggetti pubblici e privati per armonizzarli con le esigenze della Comunità.

 

Art. 6

Progresso sociale, culturale ed economico

1. Il Comune assume come valori fondanti per il progresso culturale la difesa e la valorizzazione delle differenze favorendo il diffondersi di una cultura dell’accoglienza e del rispetto della diversità.

2. Il progresso economico, sociale, culturale nonché la valorizzazione delle risorse territoriali, ambientali ed umane è perseguito attraverso la promozione e gestione diretta ed indiretta dei servizi nelle forme e con le modalità di cui al presente statuto, nonché mediante le attività di pianificazione, programmazione e promozione nei riguardi dei soggetti pubblici e privati operanti nel Comune.

3. In particolare il Comune cura lo sviluppo economico, nel rispetto della programmazione nazionale, regionale e comunale, adottando piani di intervento volti precipuamente a favorire l'occupazione.

 

Art. 7

Elementi distintivi: territorio, sede comunale, stemma, gonfalone

1. Il territorio del Comune su cui è insediata la comunità di Empoli ha una estensione di km. quadrati 62,95 ed è costituito dal capoluogo e dalle seguenti frazioni: Brusciana, Casenuove, Corniola, Cortenuova, Fontanella, Marcignana, Martignana, Molin Nuovo, Monterappoli, Pagnana, Ponte a Elsa, Pianezzoli, Pozzale, S. Andrea, Tinaia, Villanuova.

2. Il Consiglio e la Giunta si riuniscono normalmente nella sede comunale che è ubicata nel palazzo civico sito in Empoli, Via G. del Papa, n. 41. In casi particolari il Consiglio può riunirsi in altro luogo rispetto alla sede comunale.

3. Emblema raffigurativo del Comune di Empoli è lo stemma approvato con R.D. 6 luglio 1928. Insegna del Comune nelle cerimonie ufficiali è i1 gonfalone sul quale campeggia lo stemma e il titolo "Città di Empoli".

4. L'uso e la riproduzione dell’emblema del Comune sono consentiti esclusivamente previa autorizzazione del Comune.

 

Art. 8

L'attività amministrativa

1. L'attività amministrativa del Comune deve essere informata ai principi della partecipazione democratica, dell'imparzialità, della trasparenza e della pubblicità delle decisioni e degli atti, della semplificazione delle procedure.

2. La semplificazione del procedimento e dell'azione amministrativa costituiscono obiettivo primario degli organi elettivi, dell'organizzazione e della sua dirigenza ed i risultati conseguiti sono periodicamente verificati dal Consiglio comunale e resi noti ai cittadini.

3. Apposite norme del presente statuto e dei regolamenti attuano le disposizioni stabilite dalla legge 7 agosto 1990 n. 241, garantendo ai cittadini interessati la partecipazione al procedimento amministrativo.

 

Art. 9

Statuto

1. Il Comune determina il proprio ordinamento nello statuto nell'ambito delle norme costituzionali e dei principi fissati da leggi generali della Repubblica. Ad esso devono conformarsi i regolamenti e l'attività amministrativa del comune.

2. Lo Statuto entra in vigore dopo che è stato affisso per trenta giorni consecutivi all’Albo Pretorio dell’Ente.

 

Art. 10

I regolamenti comunali

1. I regolamenti costituiscono atti fondamentali del Comune, formati e approvati dal Consiglio, al quale spetta la competenza esclusiva di modificarli ed abrogarli.

Art. 11

Ordinanze

1. Il potere di emanare ordinanze spetta al Sindaco ai sensi degli artt. 50 e 54 del Dlgs. 18/8/2000 n. 267, ed ai Dirigenti secondo le disposizioni di legge, del presente Statuto e dei regolamenti comunali.

2. Le ordinanze di cui al precedente comma devono essere pubblicate all’Albo Pretorio per almeno 10 giorni e raccolte presso la Segreteria Generale. Ove siano rivolte a soggetti determinati devono essere notificate ai destinatari.

 

 

 

TITOLO II

ORGANI DEL COMUNE

 

Capo I - CONSIGLIO COMUNALE

Art. 12

Ruolo e competenze

1. Il Consiglio comunale è l'organo di indirizzo e controllo politico e amministrativo del Comune. Esprime ed esercita la rappresentanza diretta della Comunità dalla quale è eletto.

2. Il Consiglio comunale è dotato di autonomia funzionale e organizzativa. Il Consiglio è dotato di locali sufficienti all’espletamento delle proprie funzioni, nonché di risorse idonee ad assicurarne il funzionamento.

3. Spetta al Consiglio di individuare ed interpretare gli interessi generali della comunità e di stabilire, in relazione ad essi, agli indirizzi che guidano e coordinano le attività di amministrazione e gestione operativa, esercitando sulle stesse il controllo politico-amministrativo per assicurare che l'azione complessiva dell'Ente consegua gli obiettivi stabiliti con gli atti fondamentali e nel documento programmatico.

4. Il Consiglio, nei modi disciplinati dallo Statuto, partecipa altresì alla definizione, all’adeguamento e alla verifica periodica dell’attuazione delle linee programmatiche da parte del Sindaco e dei singoli Assessori.

5. Le attribuzioni generali del Consiglio quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo sono esercitate su tutte le attività del Comune.

6. Il Consiglio comunale è convocato e presieduto dal Presidente eletto tra i Consiglieri, escluso il Sindaco.

7. Per la prima riunione esso è convocato dal Sindaco entro 10 giorni dalla proclamazione degli eletti.

8. La prima riunione deve essere tenuta entro il termine di 10 giorni dalla convocazione ed è presieduta, fino alla elezione del Presidente, dal Consigliere anziano.

9. E' consigliere anziano il consigliere con la maggiore cifra individuale di voti risultante dalla somma dei voti di preferenza e di lista.

10. Il Consiglio comunale dura in carica fino all'elezione del nuovo limitandosi, dopo l'indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili.

 

Art. 13

Gli atti fondamentali

1. Il Consiglio comunale ha competenza esclusiva per l'adozione degli atti stabiliti dal secondo comma dell'art. 42 del D.Lgs 18.8.200, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni, attraverso i quali esercita le funzioni fondamentali per l'organizzazione e lo sviluppo della comunità e determina gli indirizzi della politica amministrativa dell'Ente.

2. Sono inoltre di competenza del Consiglio comunale gli atti ed i provvedimenti allo stesso attribuiti sia da altre disposizioni della legge suddetta, sia emanate con leggi ad essa successive, nonché quelli relativi alle dichiarazioni di ineleggibilità ed incompatibilità dei consiglieri comunali ed alla loro surrogazione.

 

Art. 14

Il Presidente del Consiglio

1. Il Presidente rappresenta il Consiglio comunale, cura di concerto con il Sindaco la programmazione dei lavori del Consiglio, la formazione dell'ordine del giorno delle riunioni, assicura il collegamento politico istituzionale con i Gruppi consiliari, coordina l'attività delle Commissioni consiliari, è garante del rispetto delle norme sul funzionamento del Consiglio.

2. Il Presidente del Consiglio è eletto a scrutinio segreto nella seduta di insediamento subito dopo la convalida degli eletti, a maggioranza dei due terzi dei componenti il Consiglio nelle prime due votazioni.

3. Nella terza votazione si effettua il ballottaggio a maggioranza semplice fra i due candidati che hanno riportato il maggior numero di voti nella seconda votazione.

4. Il Presidente rimane in carica fino allo scioglimento del Consiglio Comunale; può essere revocato con mozione di sfiducia motivata, sottoscritta da almeno 1/3 dei Consiglieri assegnati, approvata con voto palese a maggioranza dei Consiglieri assegnati al Comune , senza computare in entrambi i casi il Sindaco.

5. Per lo svolgimento delle sue funzioni si avvale degli uffici e del personale del Comune, individuati nel Regolamento del Consiglio Comunale.

6. Il Presidente del Consiglio Comunale assicura una preventiva ed adeguata informazione ai Gruppi consiliari e ai singoli Consiglieri sulle questioni che saranno sottoposte al Consiglio.

 

Art. 15

Vice presidente

1. Nella prima riunione del Consiglio comunale viene eletto a scrutinio segreto, con le stesse modalità previste per il Presidente, anche un Vice presidente.

2. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in caso di sua assenza, impedimento e vacanza.

3. Nel caso di assenza, impedimento e vacanza anche del Vice Presidente, le funzioni di Presidente vengono svolte dal Consigliere anziano.

 

Art. 16

Gruppi consiliari e conferenza dei capigruppo

1. Ciascun consigliere deve appartenere ad un gruppo consiliare.

2. I gruppi consiliari sono costituiti dai Consiglieri comunali.

3. I gruppi sono rappresentati dal Capogruppo.

4. La conferenza dei capigruppo è l'organo consultivo del Presidente del Consiglio comunale e concorre alla programmazione delle riunioni e ad assicurare lo svolgimento dei lavori del Consiglio nel modo migliore.

5. Ai Gruppi consiliari sono fornite sedi, strutture e attrezzature di supporto, anche ad uso promiscuo, idonee a consentire il regolare svolgimento delle loro funzioni, tenendo presente le esigenze comuni ad ogni Gruppo e la consistenza numerica di ciascuno di essi.

6. Ai Gruppi consiliari è garantito inoltre il supporto giuridico-tecnico-amministrativo necessario all’espletamento dei diritti scaturenti dall’esercizio del mandato.

7. Ai Capigruppo consiliari sono comunicate contestualmente all’affissione all’Albo Pretorio, le deliberazioni della Giunta Comunale per l’attivazione dell’eventuale controllo.

Art. 17

Commissioni consiliari permanenti

1. Il Consiglio comunale istituisce al suo interno Commissioni consiliari permanenti col criterio di proporzionalità rispetto ai gruppi consiliari, stabilendo il numero e le competenze, con deliberazione adottata entro 60 gg. dalla seduta di insediamento.

2. Le commissioni consiliari permanenti hanno funzioni consultive, preparatorie ed istruttorie. Una di esse svolge anche funzioni di controllo e garanzia ed è presieduta da un Consigliere espresso dalle opposizioni.

3. Attraverso le Commissioni consiliari permanenti il Consiglio comunale esercita in modo sistematico ed incisivo le funzioni di indirizzo e di controllo sull'attività del Comune.

 

Art. 18

Commissioni speciali e temporanee

1. Il Consiglio comunale può nominare, nel suo seno, Commissioni speciali e temporanee per lo studio, la valutazione e l'impostazione di interventi, progetti, piani di particolare rilevanza, che non rientrino nella competenza ordinaria delle Commissioni permanenti. Nel provvedimento di nomina viene designato il coordinatore, stabilito l'oggetto dell'incarico ed il termine entro il quale la Commissione deve riferire al Consiglio.

2. Su proposta del Sindaco, o su istanza sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri, il Consiglio può costituire nel suo seno Commissioni speciali incaricate di effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti e comportamenti tenuti dai componenti degli organi elettivi.

Della Commissione fanno parte rappresentanti di tutti i Gruppi.

Nel provvedimento di nomina viene designato il coordinatore, precisato l'ambito dell'inchiesta della quale la Commissione è incaricata ed i termini per concluderla e riferire al Consiglio. La Commissione ha tutti i poteri necessari per l'espletamento dell'incarico.

3. E' in ogni caso costituita la Commissione Pari Opportunità la cui composizione è stabilita dall’apposito Regolamento. La Commissione vigila sull'attività del Comune affinché vengano rimossi gli ostacoli che, di fatto, costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne e per la valorizzazione della soggettività femminile.

 

Art. 19

Consiglieri comunali

1. Il Consigliere rappresenta l’intera comunità senza vincolo di mandato. La posizione giuridica e lo status del Consigliere sono regolati dalla Legge.

2. Il Consigliere comunale assume la carica con la proclamazione degli eletti o con la deliberazione di surroga.

3. Nell'esercizio delle funzioni il Consigliere si avvale della collaborazione degli uffici comunali.

4. Il Consigliere, nell'esercizio del potere di iniziativa, può formulare interrogazioni, interpellanze, ordine del giorno o mozioni su tutte le attività del Comune e presentare proposte di deliberazione per le materie di competenza del Consiglio.

5. Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sono indirizzate in forma scritta al Presidente del Consiglio e sono irrevocabili dal momento della loro presentazione. Il Presidente deve inserire la surroga del giorno della seduta del Consiglio immediatamente successiva.

 

Art. 20

Accesso dei Consiglieri

1. I Consiglieri comunali hanno diritto alla copia degli atti, dei provvedimenti e dei verbali degli organi del Comune, delle aziende speciali, delle istituzioni e delle società cui partecipa il Comune.

2. Nel rispetto del segreto d'ufficio, i consiglieri hanno diritto di accesso agli uffici degli enti sopra richiamati per le notizie, informazioni e tutto ciò che può risultare utile all'esercizio del mandato.

 

 

Capo II - SINDACO E GIUNTA

Art. 21

Il Sindaco

1. Il Sindaco:

a) rappresenta l'Ente;

b) interpreta ed esprime gli indirizzi di politica amministrativa del Consiglio comunale;

c) è responsabile dell'Amministrazione del Comune;

d) sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti;

e) nomina e revoca gli assessori;

f) nomina, designa e revoca i rappresentanti del Comune in aziende, istituzioni e società, sulla base delle modalità previste dall'art. 13 della L. 81/93;

g) nomina e revoca i Dirigenti delle strutture organizzative ed attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali, e quelli di collaborazione esterna;

h) convoca e presiede la Giunta comunale, della quale promuove e dirige l'attività;

i) può delegare ai singoli assessori atti di sua competenza, con potere di avocazione e di riassunzione del provvedimento in ogni momento;

l) può sospendere motivatamente l'esecuzione di atti riservati alla competenza dei Dirigenti, rimettendoli ai Segretario Generale;

m) indice i referendum cittadini;

n) è competente, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, nell’ambito dei criteri indicati dalle disposizioni vigenti in materia, e sentite le categorie interessate, a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, previo accordo con i Responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati sul territorio.

2. Nell'esercizio delle funzioni di rappresentanza del Comune, porta il simbolo recante lo stemma della città.

 

Art. 22

Vice Sindaco

1. Il Sindaco nomina, fra gli Assessori, un Vice Sindaco, che lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento.

2. In caso di assenza o di impedimento anche del Vice Sindaco, le funzioni di Sindaco vengono svolte dall'Assessore più anziano di età.

 

Art. 23

Programma di governo

1. Entro il termine di 60 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato politico-amministrativo.

2. Ciascun Consigliere ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di apposite proposte, nelle modalità indicate da regolamento del Consiglio Comunale.

3. Con cadenza annuale e secondo le modalità previste dal regolamento, il Consiglio Comunale provvede, in apposite sessioni straordinarie, a verificare le attuazioni di tali linee da parte del Sindaco e dei rispettivi Assessori. E’ in facoltà del Consiglio provvedere ad integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.

4. Al termine del mandato politico-amministrativo, il Sindaco presenta al Consiglio, appositamente riunito in sessione straordinaria, il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche. Detto documento è sottoposto all’approvazione del Consiglio, previo esame e discussione sul grado di realizzazione degli interventi previsti.

 

 

 

Art. 24

La Giunta comunale

1. La Giunta comunale è costituita dal Sindaco e dai sei Assessori.

2. Possono essere nominati Assessori persone in possesso dei requisiti di eleggibilità a Consigliere comunale, e per le quali non sussistono cause di incandidabilità, incompatibilità ed ineleggibilità per il Consiglio comunale di Empoli.

3. La Giunta verifica negli Assessori il possesso dei requisiti previsti .

4. La Giunta comunale:

a) collabora con il Sindaco nell'attuazione del programma di governo e degli indirizzi politico-amministrativi generali dell'Ente.

b) svolge attività di proposta e di impulso nei confronti del Consiglio comunale.

c) compie gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al consiglio e che non rientrino nelle competenze, previste dalle leggi o dallo statuto, o dai regolamenti, del Sindaco, del segretario o dei dirigenti.

d) riferisce annualmente al consiglio della propria attività.

5. Le dimissioni degli Assessori sono presentate per iscritto al Sindaco, ed hanno efficacia immediata.

6. Della revoca e delle dimissioni, della sostituzione degli Assessori il Sindaco dà motivata comunicazione al Consiglio comunale nella prima riunione successiva all'evento.

 

Art. 25

Mozione di sfiducia

1. Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta non ne comporta le dimissioni.

2. Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio, non computando tra i componenti il Sindaco.

3. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno 2/5 dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione, Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio e alla nomina di un Commissario, ai sensi delle leggi vigenti.

 

 

Capo III - DISPOSIZIONI COMUNI

 

Art. 26

Pubblicità della situazione economica ed associativa

del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri

1. Il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri, i Presidenti, i vice Presidenti, Amministratori delegati e direttori generali delle società al cui capitale il Comune concorra per un importo superiore al 20%; i Presidenti, i vice Presidenti, Amministratori delegati e direttori generali degli enti ed istituti privati al cui finanziamento il Comune concorre in misura superiore al 50% dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio, ed a condizione che queste superino la somma annua di L. 500 milioni, i direttori generali delle aziende municipalizzate, al momento della elezione o della nomina e per ogni anno del mandato, sono tenuti a rendere pubbliche, mediante deposito di dichiarazioni e documenti presso la Segreteria Generale del Comune:

 

Art. 27

Spese per la campagna elettorale

1. I singoli candidati ed i rappresentanti di ciascuna lista ammessa alla competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale devono dichiarare, mediante nota scritta da far pervenire alla segreteria Generale del Comune all'inizio del procedimento elettorale, la somma precisa preventivamente stanziata per il totale delle spese elettorali.

2. Gli stessi soggetti, subito dopo lo svolgimento delle elezioni, devono altresì presentare al predetto ufficio il rendiconto circostanziato e documentato delle spese effettivamente sostenute per la campagna elettorale.

3. La suddetta documentazione è conservata presso la segreteria Generale, ove ogni cittadino può prenderne visione.

 

 

 

TITOLO III

ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

 

Capo I - ASSOCIAZIONISMO E PARTECIPAZIONE

 

Art. 28

Libere forme associative ed organismi di partecipazione

1. II Comune opera al fine di realizzare il pieno sviluppo della persona con l'effettiva partecipazione di tutti i cittadini all'organizzazione politica, economica, sociale e culturale della comunità cittadina, realizzando concretamente condizioni di pari opportunità fra donne e uomini.

2. Il Comune promuove e favorisce le forme democratiche di associazionismo garantendo la libertà, l'autonomia e l'uguaglianza di trattamento a tutti i gruppi e organismi.

3. Le libere forme associative e gli organismi di partecipazione collaborano con il Comune alla realizzazione degli obiettivi di cui all'art. 1 del presente statuto.

4. È istituito apposito Albo dove vengono iscritti, a richiesta, gli organismi associativi che operano nel Comune. I criteri e le modalità di iscrizione sono disciplinate dal Regolamento degli istituti di partecipazione.

5. Per ottenere l'iscrizione all'Albo, le associazioni devono assicurare la rispondenza dei propri fini a quelli enunciati nel presente statuto e devono altresì dimostrare la rappresentatività degli interessi dei cittadini locali, il perseguimento di scopi di ordine sociale, la democraticità della loro struttura e delle forme di decisione.

6. Allo scopo di valorizzare le forme associative, agli organismi associativi operanti nel Comune ed iscritti in apposito Albo possono essere assicurati vantaggi economici diretti ed indiretti secondo le modalità e i criteri che sono contenuti in apposite norme regolamentari.

 

Art. 29

Diritti delle forme associative iscritte all'Albo

1. Le associazioni e le libere forme associative iscritte all'Albo:

a) vengono consultate, secondo i criteri, le modalità e le procedure previste nel presente Statuto e nel regolamento di partecipazione, su questioni riguardanti le specifiche materie oggetto delle rispettive attività;

b) possono ottenere il patrocinio del Comune per manifestazioni o attività promosse ed organizzate dalle stesse;

c) possono accedere alla struttura, ai beni ed ai servizi comunali secondo le modalità previste dai regolamenti.

2. Le associazioni e le altre libere forme associative, iscritte all'Albo, inoltre, possono partecipare, secondo i criteri e le modalità previste nel regolamento, alla gestione di servizi comunali, quali impianti sportivi, culturali, ricreativi, sociali ed educativi.

3. Le Commissioni consiliari, su richiesta delle associazioni e degli organismi interessati, invitano ai propri lavori i rappresentanti di questi ultimi.

 

Art. 30

Consulte comunali ed intercomunali

1. Al fine di favorire la partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale il Comune può istituire consulte comunali aventi funzioni propositive e consultive per ambiti e materie determinate. II Comune può altresì istituire il Consiglio dei Giovani, la cui elezione, durata e funzionamento saranno stabilite da apposito regolamento.

2. Le Consulte sono composte da membri designati dalle libere forme associative e dalle associazioni iscritte all'Albo comunale. Alle sedute possono partecipare, senza diritto di voto, il Sindaco, gli assessori e i consiglieri.

3. Sono in ogni caso istituite la Consulta dell'economia, del lavoro e delle attività sociali, la Consulta della cultura e dello sport e la Consulta delle associazioni di volontariato. I membri delle tre consulte restano in carica cinque anni. Ciascuna consulta elegge il proprio Presidente.

4. È inoltre istituita una Consulta sulle problematiche dell'handicap, composta dalle associazioni di categoria, con lo scopo di promuovere, in collaborazione con l'Amministrazione comunale, tutte quelle iniziative tese alla rimozione dei pregiudizi che inficiano una normale vita di relazione dei soggetti svantaggiati. La Consulta ha inoltre lo scopo di promuovere tutte quelle iniziative volte alla realizzazione di un ambiente (inteso come l'insieme degli edifici, degli spazi architettonici ed urbanistici compresi i mezzi di trasporto pubblico) che garantisca ad ognuno l'esercizio autonomo di ogni attività indipendentemente dall'età, dalle caratteristiche psicofisiche e sensoriali.

5. Le consulte e il consiglio dei giovani, nelle materie di competenza, possono:

a) esprimere pareri preventivi a richiesta o di propria iniziativa, su atti comunali;

b) esprimere proposte agli organi comunali per l'adozione di atti;

c) esprimere proposte per la gestione e l'uso di servizi e beni comunali.

6. Le proposte di cui alla lett. b) e c) del comma precedente sono rivolte al Sindaco. Questi le trasmette alla Commissione consiliare competente per l'istruttoria preliminare ed alla Giunta comunale per conoscenza. La Commissione, con la partecipazione del Sindaco e dell'assessore interessato, decide circa l'ammissibilità della proposta all'ulteriore esame del Consiglio o della Giunta. Se la decisione è negativa, essa viene comunicata, con adeguate motivazioni, alla Consulta proponente, entro venti giorni dalla data di presentazione. Se la decisione è positiva viene trasmessa al Consiglio e alla Giunta, secondo le rispettive competenze, i quali provvedono a dare esito a quanto proposto o richiesto o a far conoscere, in caso di diniego, le motivazioni. La decisione è adottata nella prima riunione successiva all'invio della pratica da parte della Commissione consiliare e, comunque, entro e non oltre trenta giorni dallo stesso.

7. II regolamento prevede le altre modalità di funzionamento e le risorse messe a disposizione delle consulte.

8. Possono essere istituite, previa intesa con i Comuni interessati, consulte territoriali intercomunali.

 

Art. 31

Partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo

1. Il Comune impronta la propria attività amministrativa ai principi di trasparenza e partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo secondo le disposizioni della Legge 7/8/1990 n. 241 e successive modificazioni e del Regolamento.

2. Tutti gli atti dell’amministrazione, sia di organi politici che burocratici, dovranno ispirarsi ai suddetti principi e dare atto del pieno rispetto degli stessi.

 

 

Capo II - FORME DI INTERVENTO POLITICO-AMMINISTRATIVO

 

Art. 32

Interrogazioni dei cittadini

1. I cittadini, le associazioni, i comitati ed i soggetti collettivi in genere possono rivolgere al Sindaco interrogazioni con le quali si chiedono ragioni su specifici aspetti dell'attività dell'Amministrazione con le procedure stabilite nel Regolamento di partecipazione.

2. La risposta viene fornita entro 60 giorni dal Sindaco, dal Segretario e dal dipendente responsabile, a seconda della natura politica o gestionale dell'interrogazione stessa.

3. Il cittadino può presentare interpello sui tributi locali, secondo le disposizioni della Legge n. 212/2000.

 

Art. 33

Petizioni

1. Tutti i cittadini possono rivolgersi, in forma collettiva, all'Amministrazione per sollecitare l'intervento su questioni di interesse generale o per esporre comuni necessità.

2. Il regolamento determina la procedura della petizione, i tempi, le forme di pubblicità e l'assegnazione all'organo competente, il quale procede nell'esame e predispone le modalità di intervento nel Comune sulla questione sollevata.

3. La procedura si chiude in ogni caso con provvedimento espresso, di cui è garantita al soggetto proponente la comunicazione nei modi stabiliti dal regolamento.

 

Art. 34

Proposte di iniziativa popolare

  1. Sono titolari dei diritti di iniziativa e partecipazione popolare :

  1. – i cittadini italiani e i cittadini dei paesi membri dell’Unione Europea residenti nel Comune che abbiano compiuto i diciotto anni ;
  2. – gli stranieri e gli apolidi residenti nel Comune ed iscritti nel Registro della Popolazione da almeno 3 anni, che abbiano compiuto 18 anni.

2. L'iniziativa popolare per la formazione dei provvedimenti amministrativi di interesse generale si esercita mediante la presentazione al Sindaco di proposte redatte in articoli o in uno schema di deliberazione.

3. La proposta, che deve essere sottoscritta da un congruo numero di cittadini fissato nel Regolamento, deve essere trasmessa per il parere ai responsabili dei servizi interessati, al Segretario e, se necessario, all'Ufficio di Ragioneria per l'attuazione della copertura finanziaria.

4. Sono escluse dal diritto di iniziativa le seguenti materie:

a) - revisione dello Statuto;

b) - bilancio e tributi;

c) - disciplina del personale e ordinamento degli uffici;

d) - espropriazioni per pubblica utilità;

e) - nomine di competenza degli organi dell'Amministrazione comunale.

5. Le firme devono essere autenticate nei modi di legge.

6. Il Regolamento di partecipazione determina la procedura di esame della proposta.

7. Tra l'Amministrazione comunale ed i proponenti si può giungere alla stipulazione di accordi nel perseguimento del pubblico interesse, al fine di determinare il contenuto del provvedimento finale per cui è stata promossa l'iniziativa popolare.

 

 

Capo III - L'AZIONE POPOLARE

 

Art. 35

L'azione sostitutiva

1. Ciascun cittadino può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune.

2. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso, salvo che il Comune, costituendosi, abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dal cittadino.

3. La Giunta comunale, ricevuta notizia dell'azione intrapresa dal cittadino, è tenuta a verificare se sussistono motivi e condizioni per costituirsi in giudizio ed aderire alle azioni e ai ricorsi introdotti dal cittadino nell’interesse dell’Ente, entro i termini di legge. Ove la Giunta decida di assumere direttamente la tutela degli interessi generali oggetto dell'azione popolare, adottati gli atti necessari, ne dà avviso a coloro che hanno intrapreso l'azione. Nel caso che non ritenga che sussistano elementi e motivi per promuovere l'azione di tutela degli interessi predetti, lo fa constare a mezzo di proprio atto deliberativo motivato.

 

 

Capo IV - IL DirittO D'ACCESSO E D'INFORMAZIONE DEL CITTADINO

 

Art. 36

Pubblicità degli atti e delle informazioni

1. Salvo i casi previsti dalla legge, dallo statuto e dal regolamento tutti gli atti dell'Amministrazione comunale sono pubblici, al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale.

2. Il diritto dei cittadini all'informazione sullo stato degli atti, delle procedure, sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardano è garantito dalle modalità stabilite dal regolamento.

3. La Giunta comunale assicura ai cittadini il diritto di accedere, in generale, alle informazioni delle quali la stessa è in possesso, relative all'attività da essa svolta o posta in essere da enti, aziende od organismi che esercitano funzioni di competenza del Comune. L'informazione viene resa con completezza, esattezza e tempestività.

4. La pubblicazione degli atti ufficiali del Comune, delle deliberazioni e di ogni altro provvedimento viene effettuata all'albo pretorio del Comune con le modalità stabilite dal regolamento, il quale dispone le altre forme di comunicazione idonee ad assicurare la più ampia conoscenza degli atti predetti, secondo quanto stabilito dal successivo comma.

5. Per la diffusione delle informazioni relative a dati e notizie di carattere generale ed ai principali atti adottati dal Comune la Giunta istituisce servizi d'informazione dei cittadini, usufruibili nei centri pubblici appositamente attrezzati; utilizza i mezzi di comunicazione più idonei per rendere capillarmente diffusa l'informazione.

 

 

Capo V - IL DIFENSORE CIVICO

 

Art. 37

Istituzione e ruolo

1. Il ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione comunale è esercitato dal Difensore Civico, organo istituito con il presente Statuto che ne regola l'elezione e l'attività.

2. Il Comune può stipulare convenzioni con altri Comuni limitrofi per istituire il difensore civico a livello sovracomunale.

3. Il Comune può attribuire tale funzione al Circondario Empolese-Valdelsa, alla cui Assemblea spetterà la definizione dei criteri e modalità di nomina del Difensore Circondariale.

4. I requisiti e le prerogative del Difensore Civico circondariale saranno stabilite dall’Assemblea sulla base degli indirizzi dati dai Consigli Comunali nell’atto di conferimento della suddetta funzione.

 

Art. 38

Requisiti

1. All'Ufficio del difensore civico deve essere eletta persona che, per esperienze acquisite presso le amministrazioni pubbliche o nell'attività svolta, offra comprovate garanzie di competenza giuridico-amministrativa, di probità e obiettività di giudizio.

2. Non possono essere nominati alla carica di difensore civico coloro che:

a) non siano in possesso della laurea in legge o in scienze politiche o in economia e commercio o altra laurea equipollente e non abbiano una esperienza almeno decennale nella dirigenza pubblica o privata, o nel mondo delle professioni;

b) non siano in possesso dei requisiti di eleggibilità e di compatibilità richiesti per la carica di consigliere comunale;

c) siano titolari di qualsiasi carica pubblica elettiva di primo e secondo grado;

d) siano membri di organismi di controllo del Comune;

e) siano titolari di rapporti di lavoro subordinato pubblico o privato con il Comune;

f) siano in rapporto di parentela o affinità con gli Amministratori comunali, il Segretario, i dirigenti;

g) siano in rapporto di debito o credito o in lite pendente con il Comune;

h) siano titolari di cariche direttive in enti che hanno rapporti con l'Amministrazione comunale.

3. Il Difensore civico decade per le stesse cause per le quali si perde la qualità di consigliere o per sopravvenienza di una delle condizioni di ineleggibilità indicate al precedente comma. La decadenza è pronunciata dal Consiglio.

4. Il Difensore civico può essere revocato dalla carica per grave inadempienza ai doveri d'ufficio, con deliberazione motivata del Consiglio comunale adottata con votazione segreta ed a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

 

Art. 39

Elezione

1. Il Difensore civico è eletto dal Consiglio comunale in seduta pubblica, a scrutinio segreto, con la maggioranza dei voti dei due terzi dei consiglieri assegnati al Comune. Dopo due votazioni infruttuose, per l'elezione, da tenersi nell'adunanza successiva, è sufficiente la maggioranza dei voti dei consiglieri assegnati.

2. Nei giorni precedenti l’adunanza del Consiglio Comunale il Sindaco sottopone alla Conferenza dei Capigruppo una proposta tesa a ricercare una scelta unitaria del Consiglio Comunale.

3. L'elezione del difensore civico avviene, nella prima attuazione delle presenti norme, entro dieci mesi dall'entrata in vigore dello statuto.

4. In via ordinaria l'elezione del Difensore civico è iscritta all'ordine del giorno dell'adunanza del Consiglio comunale immediatamente successiva a quella di elezione della Giunta.

5. Il difensore civico rimane in carica cinque anni dalla data di esecutività della deliberazione di nomina, esercitando le sue funzioni fino all'insediamento del successore. Può essere rieletto una sola volta.

6. Nel caso di dimissioni o vacanza della carica nel corso del quinquennio, il Consiglio provvede alla nuova elezione nella prima adunanza successiva.

 

Art. 40

Prerogative e funzioni

1. Il Difensore civico esercita le sue funzioni con piena autonomia ed indipendenza e con tutti i poteri che le stesse richiedono.

2. Il Difensore civico può intervenire, su richiesta di cittadini singoli od associati o per propria iniziativa, presso l'Amministrazione comunale, le Aziende speciali, le istituzioni, le concessioni di servizi, i consorzi e le società che gestiscono servizi pubblici nell'ambito del territorio comunale, per accertare che i procedimenti amministrativi abbiano regolare corso e che i provvedimenti siano correttamente e tempestivamente emanati.

3. A tal fine egli può convocare il responsabile del servizio interessato entro un termine da lui fissato e richiedere documenti, informazioni, chiarimenti, senza che possano essergli opposti dinieghi o il segreto d'ufficio. Può stabilire di esaminare congiuntamente con il funzionario interessato la pratica, entro termini prefissati e può richiedere allo stesso relazione scritta in merito allo stato del procedimento ed a particolari aspetti dello stesso da lui rilevati.

4. Acquisite le documentazioni ed informazioni necessarie, comunica al cittadino, od all'associazione ne che ha richiesto l'intervento, le sue valutazioni e l'eventuale azione promossa. Segnala al responsabile del procedimento le irregolarità ed i vizi di procedura rilevati invitandolo a provvedere ai necessari adeguamenti e, in caso di ritardo, entro termini prestabiliti. Comunica agli organi sovraordinati le disfunzioni, gli abusi, le carenze ed i ritardi riscontrati.

5. Se il provvedimento che viene adottato non recepisce le segnalazioni del Difensore civico, nella stessa devono essere inserite le relative motivazioni. Il Difensore civico può chiedere il riesame del provvedimento qualora ravvisi il permanere di irregolarità o vizi procedurali.

  1. Il Difensore civico, con idonea motivazione, può prospettare all'Amministrazione la sostituzione temporanea di dipendenti nella cura della questione oggetto della richiesta di intervento; può prospettare la sostituzione dei responsabili di uffici e servizi se si riscontrano negligenze e inidoneità gravi e reiterate. Quando ricorrono i casi indicati dalla legge il Difensore civico può segnalare gli stessi agli organi dell'Amministrazione per l'apertura del relativo procedimento a carico del personale.

7. La Giunta comunale assicura all'ufficio del Difensore civico una sede idonea e le dotazioni di personale e strumentali adeguate per il buon funzionamento dell'istituto, e ne determina l’indennità, sentita la Conferenza dei Capigruppo, commisurandola percentualmente a quella stabilita dalla legge per gli assessori comunali.

 

Art. 41

Rapporti con il Consiglio comunale

1. Il Difensore civico presenta al Consiglio comunale, entro il mese di marzo, la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, segnalando le disfunzioni riscontrate e formulando proposte tese a migliorare il buon andamento e l'imparzialità dell'azione amministrativa. La relazione viene discussa dal Consiglio comunale entro il mese di aprile e resa pubblica nelle forme previste dall'art. 38 dello statuto.

2. In casi di particolare importanza il Difensore civico effettua specifiche segnalazioni che il Presidente del Consiglio iscrive all'ordine dei giorno della prima adunanza del Consiglio comunale.

 

 

Capo VI - REFERENDUM

Art. 42

Referendum

1. Per la miglior tutela degli interessi collettivi del Comune di Empoli possono essere indetti Referendum consultivi, abrogativi di regolamenti o atti amministrativi

2. I referendum possono avere ad oggetto materie di esclusiva competenza locale e non possono aver luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

3. Non possono essere indetti referendum nelle seguenti materie:

a) revisione dello Statuto del Comune e di quelli delle aziende speciali;

b) disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni del personale, piante organiche del personale e relative variazioni;

c) tributi locali, tariffe dei servizi ed altre imposizioni;

d) designazioni e nomina di rappresentanti;

e) tutela dei diritti delle minoranze etniche e religiose;

f) PRG e strumenti urbanistici.

4. La richiesta di referendum, presentata dal Comitato promotore, deve essere sottoscritta da almeno 100 residenti nel Comune di Empoli che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età alla data di sottoscrizione della richiesta. Le firme devono essere autenticate secondo le modalità stabilite dalla legge per i referendum nazionali e presentate al Segretario il quale ne attesta la validità e il numero.

5. Un Comitato di garanti, composto dal Presidente del Tribunale di Firenze o un suo delegato, dal Segretario generale e da un esperto in materie giuridiche designato dall'Università degli Studi di Firenze, verifica l'ammissibilità della richiesta di referendum.

6. Se il referendum è ammissibile, per il prosieguo del procedimento, è necessario che la richiesta venga confermata mediante sottoscrizione da parte di almeno oltre 3500 persone aventi i requisiti di cui al 4° comma. Le firme raccolte devono essere autenticate nei modi di legge e presentate al Segretario che ne attesta la validità e il numero.

7. Il referendum può essere richiesto anche dal Consiglio comunale con deliberazione approvata da due terzi dei consiglieri assegnati al Comune.

8. Hanno diritto di partecipare al voto secondo le modalità previste nel Regolamento, tutti i residenti nel Comune che abbiano compiuto gli anni 18 alla data di indizione del referendum.

9. Lo svolgimento della attività referendaria ed i termini entro i quali questa va compiuta sono disciplinate da apposito regolamento.

Art. 43

Effetti dei referendum

1. Il referendum è valido se ha partecipato al voto la maggioranza degli aventi diritto.

2. Entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato referendario da parte del Sindaco, il Consiglio o la Giunta deliberano i relativi e conseguenti atti.

3. In caso di referendum consultivo, il mancato recepimento delle indicazioni referendarie deve essere deliberato, con adeguate motivazioni, dal Consiglio comunale, con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati.

 

 

 

TITOLO IV

UFFICI COMUNALI

 

Capo I - ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E DEL LAVORO

 

Art. 44

Principi

1. Gli uffici ed i servizi comunali sono organizzati secondo criteri di autonomia, funzionalità ed economicità ed assumono quali obiettivi l'efficienza e l'efficacia dell'azione amministrativa per conseguire i più elevati livelli di produttività. Il personale agli stessi preposto opera con professionalità e responsabilità al servizio dei cittadini. Nell'attuazione di tali criteri e principi i dirigenti responsabili, coordinati dal Segretario comunale, assicurano l'imparzialità ed il buon andamento dell'amministrazione, promuovono la massima semplificazione dei procedimenti e dispongono l'impiego delle risorse con criteri di razionalità economica.

2. L'ordinamento degli uffici e dei servizi è costituito secondo uno schema organizzativo flessibile, capace di corrispondere costantemente ai programmi approvati dal Consiglio comunale ed ai piani operativi stabiliti dalla Giunta. Il regolamento fissa i criteri organizzativi, determina l'organigramma delle dotazioni di personale, definisce l'articolazione della struttura secondo i criteri sopra stabiliti e prevede le modalità per l'assegnazione del personale ai settori, uffici e servizi comunali. In conformità agli obiettivi stabiliti con gli atti di programmazione finanziaria, la Giunta comunale, su proposta della Conferenza dei dirigenti, dispone contestualmente all’approvazione del Bilancio, e comunque ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità il piano occupazionale e quello della mobilità interna, in relazione alla necessità di adeguare le singole strutture ai programmi ed ai progetti operativi da realizzare nell'anno successivo.

3. L'organizzazione del lavoro del personale comunale è impostata secondo le linee d'indirizzo espresso dagli organi collegiali e le determinazioni adottate dalla Conferenza dei dirigenti. Persegue il costante avanzamento dei risultati riferiti alla qualità dei servizi e delle prestazioni, alla rapidità ed alla semplificazione degli interventi, al contenimento dei costi, all'estensione dell'area e dell'ambito temporale di fruizione da parte dei cittadini delle utilità sociali prodotte. L'Amministrazione assicura l'accrescimento della capacità operativa del personale attraverso programmi di formazione, aggiornamento ed arricchimento professionale, riferiti all'evoluzione delle tecniche di gestione e degli ordinamenti giuridici e finanziari.

4. Il Comune riconosce e tutela la libera organizzazione sindacale dei lavoratori comunali, promuovendo, per le scelte fondamentali che attengono all'organizzazione operativa dell'ente, consultazioni con i sindacati che secondo gli accordi vigenti hanno titolo per partecipare alla contrattazione decentrata.

5. La responsabilità dei dipendenti comunali è determinata dall'ambito della loro autonomia decisionale nell'esercizio delle funzioni attribuite. È individuata e definita rispetto agli obblighi di servizio di ciascun operatore. Si estende ad ogni atto o fatto compiuto quanto il comportamento tenuto dal dipendente nell'esercizio di pubbliche funzioni supera tali limiti.

6. All'attuazione di quanto stabilito dal presente articolo si provvede con le modalità stabilite dal Regolamento.

 

 

Capo II - IL SEGRETARIO COMUNALE

 

Art. 45

Ruolo e funzioni

1. Il Segretario comunale, nel rispetto delle direttive impartitegli dal Sindaco, dal quale dipende funzionalmente, sovrintende, con ruolo e compiti di alta direzione, all'esercizio delle funzioni dei dirigenti, dei quali coordina l'attività, assicurando l'unitarietà operativa dell'organizzazione comunale nel perseguimento degli indirizzi e delle direttive espresse dagli organi elettivi.

2. E' responsabile dell'istruttoria delle proposte di deliberazioni da sottoporsi al Consiglio ed alla Giunta ed esercita tale funzione sia nei confronti del settore a cui compete formulare la proposta, sia attivando i responsabili dei servizi tenuti ad esprimere i pareri e le attestazioni prescritte dalla legge. Può richiedere il perfezionamento della proposta e l'approfondimento dei pareri, precisandone i motivi. Completa l'istruttoria con il suo parere in merito alla conformità della proposta alla legge e allo Statuto.

3. Assicura l'attuazione dei provvedimenti adottati dal Consiglio comunale, dalla Giunta e dal Sindaco, disponendo l'esecuzione sollecita e conforme degli atti e delle deliberazioni da parte del dirigente del settore o servizio competente, esercitando tutti i poteri, anche sostitutivi, a tal fine necessari.

4. Partecipa alle riunioni del Consiglio comunale e della Giunta, senza diritto di voto, esprimendo il suo parere in merito alla conformità alla legge e allo Statuto, di proposte, procedure e questioni sollevate durante tali riunioni. Assicura, a mezzo di funzionari da lui designati, la redazione dei verbali delle adunanze, secondo le norme stabilite dal regolamento.

5. Convoca e presiede la conferenza dei dirigenti e la Conferenza di programma.

6. Esercita, oltre a quelle previste dai precedenti comma, le altre funzioni stabilite dal regolamento e, in particolare, le seguenti:

a) roga i contratti nell'interesse del Comune nei casi previsti dalla legge;

b) presiede le commissioni di concorso per il reclutamento del personale delle qualifiche dirigenziali;

c) assicura, adottando i provvedimenti necessari, l'applicazione da parte degli uffici e servizi delle norme sul procedimento amministrativo;

d) adotta i provvedimenti organizzativi per garantire il diritto di accesso dei consiglieri e dei cittadini agli atti ed alle informazioni e dispone il rilascio delle copie secondo le norme del regolamento;

e) sovrintende ai servizi che assicurano la pubblicazione e la pubblicità degli atti ed il loro inoltro, quando previsto, agli organi di controllo;

f) ha potere di certificazione e di attestazione per tutti gli atti del Comune;

g) adotta gli atti ed i provvedimenti a rilevanza esterna connessi all'esercizio delle sue competenze, secondo il regolamento.

7. Il Segretario comunale, per l'esercizio delle sue funzioni, si avvale della struttura, dei servizi e del personale comunale;

8. Il Sindaco può conferire le funzioni di Direttore Generale al Segretario Generale. In tale ipotesi questi provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’Ente, secondo le direttive impartite dal Sindaco stesso. Sovrintende alla gestione dell’Ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza, curando la predisposizione dei piani previsti dall’art. 108, comma 1, del Dlgs. 18/8/00 n. 267.

 

Art. 46

Il vice Segretario comunale

1. Il vice Segretario comunale esercita le funzioni vicarie del Segretario comunale, coadiuvandolo e sostituendolo in tutti i casi di vacanza, assenza od impedimento.

2. La qualifica predetta è attribuita al dirigente di ruolo di livello apicale e nominato dal Sindaco, scelto nell'area amministrativa.

3. L'incarico di vice Segretario è conferito per cinque anni e può essere rinnovato.

 

Art. 47

Direttore Generale

1. Il Sindaco può nominare un Direttore Generale al di fuori della dotazione organica del personale e con contratto a tempo determinato, previa deliberazione della Giunta Comunale e nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi.

2. I compiti del Direttore Generale saranno definiti nel Regolamento degli Uffici e dei Servizi nel pieno rispetto di quanto previsto dall'art.108 del D.Lgs 18.8.2000, n.267.

 

 

 

 

Capo III - I DIRIGENTI

 

Art. 48

Funzioni

1. I dirigenti organizzano e dirigono gli uffici ed i servizi comunali ai quali sono preposti, secondo i criteri e le norme stabilite dal presente statuto e dal regolamento. Esercitano, con la connessa potestà di decisione, i compiti di direzione, propulsione, coordinamento e controllo delle strutture delle quali sono responsabili, assicurando l'imparzialità, la legalità e la rispondenza all'interesse pubblico dell'attività degli uffici e servizi da loro dipendenti.

2. È attribuita ai dirigenti l'autonoma responsabilità della gestione amministrativa relativa ai compiti ed alle funzioni degli uffici e servizi da loro dipendenti, che viene dagli stessi esercitata per l'attuazione degli obiettivi fissati dagli organi elettivi, conformemente agli indirizzi dagli stessi espressi. Il regolamento disciplina l'attribuzione ai dirigenti delle responsabilità gestionali di cui al presente comma, con norme che si uniformano al principio per cui i poteri d'indirizzo e di controllo spettano agli organi elettivi e la gestione amministrativa è attribuita ai dirigenti. Il regolamento stabilisce inoltre le modalità dell'attività di coordinamento tra il Segretario comunale e i dirigenti, che deve assicurare il raccordo delle relazioni interfunzionali tra le strutture operative dell'ente, in modo da garantire la reciproca integrazione e la unitaria coerenza dell'azione amministrativa del Comune.

3. I dirigenti, nell'esercizio dell'attività di gestione amministrativa, elaborano studi, progetti e piani operativi di attuazione delle deliberazioni degli organi elettivi; predispongono proposte di atti deliberativi e ne assicurano l'esecuzione; disciplinano il funzionamento e l'organizzazione interna della struttura operativa di cui sono responsabili, assicurando la migliore utilizzazione ed il più efficace impiego del personale e delle risorse strumentali assegnate.

Nell'ambito delle competenze di gestione amministrativa i dirigenti dispongono l'attuazione delle deliberazioni adottate dagli organi elettivi, con tutti i compiti e le potestà a tal fine necessari, compresa l'adozione di atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno. In particolare ai dirigenti compete la gestione finanziaria, sia sotto l'aspetto dell'entrata - per l'accertamento - che sotto l'aspetto della spesa - per l'impegno, la liquidazione e l'ordinazione - in conformità alle direttive ed ai principi dettati dagli organi dell'Amministrazione.

4. I Dirigenti presiedono le Commissioni di concorso per il reclutamento del personale dipendente, escluso il personale delle qualifiche dirigenziali, secondo le norme dell'apposito regolamento.

5. I dirigenti presiedono altresì le commissioni di gara per gli appalti di opere e servizi e per l'alienazione di beni, di competenza del settore al quale sono preposti. Assumono la responsabilità della procedura relativa alla stipulazione della gara e stipulano i contratti in rappresentanza dell'Amministrazione comunale secondo i relativi settori. In caso di assenza o impedimento del Dirigente competente o di vacanza del posto, il Segretario designa con apposito provvedimento il dirigente incaricato a presiedere la commissione di gara o a stipulare il contratto.

6. Le norme per il conferimento ai dirigenti della titolarità degli uffici sono stabilite dal regolamento.

7. I dirigenti sono direttamente responsabili, in relazione agli obiettivi stabiliti dagli organi elettivi, della correttezza amministrativa e dell'efficienza della gestione.

 

 

 

TITOLO V

I SERVIZI PUBBLICI COMUNALI

 

Capo I - COMPETENZE DEI COMUNI

 

Art. 49

Servizi comunali

1. Il Comune provvede all'impianto e alla gestione dei servizi pubblici che hanno per oggetto la produzione di beni e di attività rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo della Comunità.

2. Spetta al Consiglio comunale di individuare nuovi servizi pubblici da attivare, nel tempo, in relazione a necessità che si presentano nella Comunità e di stabilire le modalità per la loro gestione; sono di competenza dello stesso Consiglio comunale le modifiche alle forme di gestione dei servizi in atto gestiti.

3. I servizi la cui gestione è riservata in via esclusiva al Comune sono stabiliti dalla legge.

 

 

Capo II - GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI COMUNALI

 

Art. 50

Gestione in economia

1. Il Comune gestisce in economia i servizi che per le loro modeste dimensioni o per le loro caratteristiche non rendono opportuna la costituzione di una istituzione o di una azienda speciale.

2. Con apposite norme di natura regolamentare il consiglio comunale stabilisce i criteri per la gestione in economia dei servizi, fissando gli orari per la più utile fruizione degli stessi da parte dei cittadini e le modalità per il contenimento dei costi, per il conseguimento di livelli qualitativamente elevati di prestazioni, per la determinazione dei corrispettivi degli utenti e dei costi sociali assunti dal Comune.

 

Art. 51

La concessione a terzi

1. Il Consiglio comunale, quando sussistono motivazioni tecniche, economiche e di opportunità sociale, può affidare la gestione di servizi pubblici in concessione a terzi.

2. La concessione è regolata da condizioni che devono garantire l'espletamento del servizio a livelli qualitativi corrispondenti alle esigenze dei cittadini-utenti, la razionalità economica della gestione con i conseguenti effetti sui costi sostenuti dal Comune e dall'utenza e la realizzazione degli interessi pubblici generali.

3. Il conferimento della concessione di servizi avviene, di regola, provvedendo alla scelta del contraente attraverso procedure di gara stabilite dal Consiglio comunale in conformità a quanto previsto dalla legge e dal regolamento, con criteri che assicurino la partecipazione alla stessa di una pluralità di soggetti dotati di comprovati requisiti di professionalità e correttezza, tale da garantire il conseguimento delle condizioni più favorevoli per l'ente.

 

Art. 52

Le aziende speciali

1. La gestione dei servizi pubblici comunali che hanno consistente rilevanza economica e imprenditoriale è effettuata a mezzo di aziende speciali, che possono essere preposte anche a più servizi.

2. Le aziende speciali sono enti strumentali del Comune, dotati di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di un proprio statuto, approvato dal Consiglio comunale.

3. Sono organi dell'azienda il Consiglio di amministrazione, il Presidente e il Direttore.

4. Il Presidente ed il Consiglio di amministrazione, la cui composizione numerica è stabilita dallo statuto aziendale, sono nominati dal Consiglio comunale, con distinte deliberazioni, in seduta pubblica, a maggioranza assoluta di voti. Il Presidente e i membri del Consiglio di amministrazione sono eletti dal Consiglio comunale fra i cittadini residenti che posseggano esperienze e professionalità adeguate alla gestione del servizio o dei servizi cui l'azienda è preposta. Il Consiglio comunale può, con apposito regolamento, disciplinare il processo di formazione delle candidature, in riferimento ai principi suddetti. Non possono essere eletti alle cariche predette coloro che ricoprono nel Comune le cariche di consiglieri comunali e di Revisori dei conti. Sono inoltre ineleggibili alle cariche suddette i dipendenti del Comune o di altre aziende speciali comunali.

5. Il Presidente e il Consiglio d'amministrazione cessano dalla carica in caso di approvazione nei loro confronti, da parte del Consiglio comunale, di una mozione di sfiducia costruttiva con le modalità previste dall'art 52 del D.Lgs 18.8.2000, n.267. Su proposta del Sindaco il Consiglio procede alla sostituzione del Presidente o di componenti del Consiglio di amministrazione dimissionari, cessati dalla carica o revocati dal Consiglio su proposta del Sindaco stesso.

6. Il Direttore è l'organo al quale compete la direzione gestionale dell'azienda con le conseguenti responsabilità. E' nominato a seguito di pubblico concorso o per chiamata secondo la vigente normativa in materia.

7. L'ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati, nell'ambito della legge, dal proprio statuto e dai regolamenti, le aziende informano la loro attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità, hanno obbligo del pareggio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti.

8. Il Comune conferisce il capitale di dotazione; il Consiglio comunale ne determina le finalità e gli indirizzi, approva gli atti fondamentali, verifica i risultati della gestione e provvede alla copertura di eventuali costi sociali.

9. Lo statuto delle aziende speciali prevede un apposito organo di revisione dei conti e forme autonome di verifica della gestione e, per quelle di maggior consistenza economica, di certificazione del bilancio.

10. Il Consiglio comunale delibera la costituzione delle aziende speciali e ne approva lo statuto. Il Consiglio provvede all'adozione dei nuovi statuti e regolamenti delle aziende speciali esistenti rendendole conformi alla legge e alle presenti norme. Per quanto compatibili con la normativa vigente sulle aziende consortili, le disposizioni del presente articolo, si applicano anche alle aziende consortili.

 

Art. 53

Le istituzioni

1. Per l'esercizio di servizi sociali, culturali ed educativi, senza rilevanza imprenditoriale, il Consiglio comunale può costituire "istituzioni", organismi strumentali del Comune, dotati di sola autonomia gestionale.

2. Sono organi delle istituzioni il Consiglio d'amministrazione, il Presidente e il Direttore. Il numero dei componenti del Consiglio d'amministrazione è stabilito dal regolamento.

3. Per l'elezione, la revoca e la mozione di sfiducia del Presidente e del Consiglio di amministrazione si applicano le norme di cui al quarto e quinto comma del precedente articolo.

4. Il Direttore dell'istituzione è l'organo al quale compete la direzione gestionale dell'istituzione, con la conseguente responsabilità. E' nominato in seguito a pubblico concorso.

5. L'ordinamento e il funzionamento delle istituzioni è stabilito dal presente statuto e dai regolamenti comunali. Le istituzioni perseguono nella loro attività, criteri ed efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo del pareggio della gestione finanziaria, assicurato attraverso l'equilibrio fra costi e ricavi, compresi i trasferimenti.

6. Il Consiglio comunale stabilisce i mezzi finanziari e le strutture assegnate alle istituzioni; ne determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita la vigilanza e verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli eventuali costi sociali.

7. Il Collegio dei Revisori dei conti dell'ente locale esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni.

8. La costituzione delle "istituzioni" è disposta con deliberazione del Consiglio comunale che approva il regolamento di gestione.

 

Art. 54

Le società per azioni

1. Per la gestione di servizi pubblici comunali di rilevante importanza e consistenza che richiedono investimenti finanziari elevati ed organizzazione imprenditoriale o che sono utilizzati in misura notevole da settori di attività economiche, il Consiglio comunale può promuovere la costituzione di società per azioni a prevalente capitale pubblico locale, con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati.

2. Il Consiglio comunale approva un piano tecnico-finanziario relativo alla costituzione della società ed alle previsioni concernenti la gestione del servizio pubblico a mezzo della stessa e conferisce al Sindaco i poteri per gli atti conseguenti.

3. Nelle società di cui al primo comma la prevalenza del capitale pubblico locale è realizzata mediante l'attribuzione della maggioranza delle azioni a questo Comune e, ove i servizi da gestire abbiano interesse pluricomunale, agli altri Comuni che fruiscono degli stessi nonché, ove questa vi abbia interesse, alla Provincia. Gli enti predetti possono costituire in tutto o in parte, le quote relative alla loro partecipazione mediante conferimento di beni, impianti ed altre dotazioni destinate ai servizi affidati alla società.

4. Nell'atto costitutivo e nello statuto è stabilita la rappresentanza numerica del Comune nel Consiglio di amministrazione e nel Collegio sindacale e la facoltà, a norma dell'art. 2458 del Codice Civile, di riservare tali nomine al Consiglio comunale.

 

 

 

 

 

 

 

TITOLO VI

FORME ASSOCIATIVE E DI COLLABORAZIONE FRA ENTI

 

 

Capo I - CONVENZIONI E CONSORZI

 

Art. 55

Convenzioni

1. Il Consiglio comunale, su proposta della Giunta, al fine di conseguire obiettivi di razionalità economica ed organizzativa, può deliberare la stipula di apposite convenzioni con altri Comuni e/o con la Provincia, per svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati.

2. Le convenzioni devono specificare i fini, attraverso la precisazione delle specifiche funzioni e/o servizi oggetto delle stesse, la loro durata, le forme e la periodicità delle consultazioni fra gli enti contraenti, i rapporti finanziari fra loro intercorrenti, i reciproci obblighi e garanzie.

3. Nella convenzione gli enti contraenti possono concordare che uno di essi assume il coordinamento organizzativo ed amministrativo della gestione, da effettuarsi in conformità sia a quanto con la stessa stabilito, sia alle intese derivanti dalle periodiche consultazioni fra i partecipanti.

4. La convenzione deve regolare i conferimenti iniziali di capitali e beni di dotazione e le modalità per il loro riparto fra gli enti partecipanti alla sua scadenza.

5. Lo Stato e la Regione, nelle materie di propria competenza, per la gestione a tempo determinato di uno specifico servizio o per la realizzazione di un'opera, possono prevedere forme di convenzione obbligatoria fra comuni e province, previa statuizione di un disciplinare-tipo. Il Sindaco informerà tempestivamente il Consiglio comunale delle notizie relative a tali intendimenti, per le valutazioni ed azioni che il Consiglio stesso riterrà opportune.

 

Art. 56

Consorzi

1. Per la gestione associata di uno o più servizi il Consiglio comunale può deliberare la costituzione di un Consorzio con altri Comuni e, ove interessata, con la partecipazione della Provincia, approvando, a maggioranza assoluta dei componenti:

a) la convenzione che stabilisce i fini e la durata del Consorzio; la trasmissione agli enti aderenti degli atti fondamentali approvati dall'Assemblea; i rapporti finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie fra gli enti consorziati;

b) lo statuto del Consorzio.

2. Il Consorzio è ente strumentale degli enti consorziati, dotato di personalità giuridica e di autonomia organizzativa e gestionale.

3. Sono organi del Consorzio:

a) l'Assemblea, composta dai rappresentanti degli enti associati nella persona del Sindaco, del Presidente o di un loro delegato, ciascuno con responsabilità e poteri pari alla quota di partecipazione fissata dalla concessione e dallo statuto. L'Assemblea elegge nel suo seno il Presidente;

b) il Consiglio d'amministrazione ed il suo Presidente sono eletti dall'Assemblea. La composizione del Consiglio d'amministrazione, i requisiti e le condizioni di eleggibilità, le modalità di elezione e di revoca, sono stabilite dallo statuto.

4. I membri dell'Assemblea cessano da tale incarico con la cessazione dalla carica di Sindaco o di Presidente della Provincia e agli stessi subentrano i nuovi titolari eletti a tali cariche.

5. Il Consiglio d'amministrazione ed il suo Presidente durano in carica per cinque anni, decorrenti dalla data di nomina.

6. L'Assemblea approva gli atti fondamentali del Consorzio, previsti dallo statuto.

7. Quando la particolare rilevanza organizzativa ed economica dei servizi gestiti lo renda necessario, il Consorzio nomina, secondo quanto previsto dallo statuto e dalla convenzione, il Direttore, al quale compete la responsabilità gestionale del Consorzio.

8. Il Consorzio è soggetto alle norme relative al controllo degli atti stabilite dalla legge per i Comuni, considerando gli atti dell'Assemblea equiparati a quelli del Consiglio comunale e gli atti del Consiglio d'amministrazione a quelli della Giunta.

 

 

Capo II - ACCORDI DI PROGRAMMA

 

Art. 57

Opere di competenza primaria del Comune

1. Per provvedere alla definizione ed attuazione di opere, interventi e programmi d'intervento che richiedono, per la loro completa realizzazione, l'azione integrata e coordinata del comune e di altre amministrazioni e soggetti pubblici, il Sindaco, sussistendo la competenza primaria del Comune sull'opera, sugli interventi o sui programmi d'intervento, promuove la conclusione di un accordo di programma per assicurare il coordinamento delle diverse azioni ed attività e per determinare tempi, modalità, finanziamenti ed ogni altro adempimento connesso.

2. Il Sindaco convoca una conferenza fra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate per verificare la possibilità di definire l'accordo di programma.

3. Il Sindaco, con proprio atto formale, approva l'accordo nel quale è espresso il consenso unanime delle amministrazioni interessate e ne dispone la pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione.

4. Qualora l'accordo sia adottato con decreto del Presidente della Regione e determini variazioni degli strumenti urbanistici del Comune, l'adesione del Sindaco allo stesso deve essere ratificata dal Consiglio comunale, entro trenta giorni, a pena di decadenza.

5. Nel caso che l'accordo di programma sia promosso da altro soggetto pubblico che ha competenza primaria nella realizzazione delle opere, interventi e programmi, ove sussista un interesse del Comune a partecipare alla loro realizzazione, il Sindaco partecipa all'accordo, informandone la Giunta, ed assicura la collaborazione dell'Amministrazione comunale in relazione alle sue competenze ed all'interesse, diretto o indiretto, della sua comunità alle opere, interventi e programmi da realizzare.

6. Si applicano per l'attuazione degli accordi suddetti, le disposizioni stabilite dalla legge.

 

 

 

TITOLO VII

GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA E CONTABILITA'

 

Capo I - LA PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA

 

Art. 58

La programmazione di bilancio

1. La programmazione dell'attività del Comune è correlata alle risorse finanziarie che risultano acquisibili per realizzarla. Gli atti con la quale essa viene definita e rappresentata sono: il Bilancio di previsione annuale, la relazione previsionale e programmatica ed il bilancio pluriennale. La redazione degli atti predetti è effettuata in modo da consentire la lettura e l'attuazione delle previsioni per programmi, servizi ed interventi.

  1. Il bilancio di previsione e gli altri documenti contabili di cui al precedente comma sono redatti dalla Giunta comunale. Prima della discussione in Consiglio Comunale, sulla base di quanto stabilito dal Regolamento, i documenti del Bilancio sono sottoposti all’esame della commissione consiliare competente.

3. Il Consiglio approva il bilancio in seduta pubblica, con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti. Nelle adunanze di seconda convocazione il bilancio di previsione, con gli atti che lo corredano, può essere posto in votazione soltanto se sia presente, al momento della stessa, almeno la metà dei consiglieri in carica.

 

Art. 59

Il programma delle opere pubbliche e degli investimenti

1. Contestualmente al progetto di bilancio annuale la Giunta propone al Consiglio il programma delle opere pubbliche e degli investimenti che è riferito al periodo di vigenza del bilancio pluriennale ed è suddiviso per anni, con inizio da quello successivo alla sua approvazione.

2. Il programma degli investimenti e delle opere pubbliche comprende l'elencazione dei singoli settori di intervento compresi nel piano con l'indicazione delle modalità di finanziamento della relativa spesa.

3. Il programma comprende, relativamente alle opere e gli investimenti previsti per il primo anno, una elencazione analitica dei singoli interventi con tutti gli elementi descrittivi idonei per indirizzarne l'attuazione, le priorità in ordine alla realizzazione degli stessi, nonché il piano finanziario che individua le risorse necessarie per la sua attuazione.

4. Le previsioni contenute nel programma corrispondono a quelle espresse in forma sintetica nei bilanci annuale e pluriennale. Le variazioni apportate nel corso dell'esercizio ai bilanci sono effettuate anche al programma e viceversa.

5. Il programma viene aggiornato annualmente in conformità ai bilanci annuale e pluriennale approvati.

 

 

Capo II - L'AUTONOMIA FINANZIARIA

 

Art. 60

Le risorse per la gestione corrente

1. Il Comune persegue, attraverso l'esercizio della propria potestà impositiva e con il concorso delle risorse trasferite dallo Stato ed attribuite alla Regione, il conseguimento di condizioni di effettiva autonomia finanziaria, adeguando i programmi e le attività esercitate ai mezzi disponibili e ricercando mediante la razionalità delle scelte e dei procedimenti, l'efficiente ed efficace impiego di tali mezzi.

2. Il Comune, nell'attivare il concorso dei cittadini alle spese pubbliche locali, ispira a criteri di equità e di giustizia le determinazioni di propria competenza relative agli ordinamenti e tariffe delle imposte, tasse, diritti e corrispettivi dei servizi, distribuendo il carico tributario in modo da assicurare la partecipazione di ciascun cittadino in proporzione alle sue effettive capacità contributive.

3. La Giunta comunale assicura agli uffici tributari del Comune le dotazioni di personale specializzato e la strumentazione necessaria per disporre di tutti gli elementi di valutazione necessari per conseguire le finalità di cui al precedente comma.

 

Art. 61

Le risorse per gli investimenti

1. La Giunta attiva tutte le procedure previste da leggi ordinarie e speciali, statali e regionali e comunitarie, al fine di reperire le risorse per il finanziamento dei programmi d'investimento del Comune che per la loro natura hanno titolo per concorrere ai benefici che tali leggi dispongono.

2. Le risorse acquisite mediante l'alienazione dei beni del patrimonio disponibile, non destinate per legge ad altre finalità, sono impiegate per il finanziamento del programma d'investimenti del Comune, secondo le priorità nello stesso stabilite.

3. Il ricorso al credito è effettuato, salvo diverse finalità previste dalla legge, per il finanziamento dell'importo dei programmi d'investimenti che non trova copertura con le risorse di cui ai precedenti comma.

 

 

Capo III - LA CONSERVAZIONE E GESTIONE DEL PATRIMONIO

 

Art. 62

La gestione del patrimonio

1. La Giunta comunale sovrintende all'attività di conservazione e gestione del patrimonio comunale assicurando, attraverso gli uffici preposti, la tenuta degli inventari dei beni immobili e mobili ed il loro costante aggiornamento, con tutte le variazioni che per effetto di atti di gestione, nuove costruzioni ed acquisizioni, si verificano nel corso di ciascun esercizio. Il regolamento stabilisce le modalità per la tenuta degli inventari e determina i tempi entro i quali sono sottoposti a verifica generale.

2. La Giunta comunale adotta gli atti previsti dal regolamento per assicurare, da parte di tutti i responsabili di uffici e servizi, l'osservanza dell'obbligo generale di diligenza nella utilizzazione e conservazione dei beni all'ente. Per i beni mobili tale responsabilità è attribuita ai consegnatari, definiti dal regolamento.

3. La Giunta comunale designa il responsabile della gestione dei beni immobili patrimoniali disponibili ed adotta, per propria iniziativa o su proposta del responsabile, i provvedimenti idonei per assicurare la più elevata redditività dei beni predetti e l'affidamento degli stessi in locazione od affitto a soggetti che offrono adeguate garanzie di affidabilità. Al responsabile della gestione dei beni compete l'attuazione delle procedure per la riscossione, anche coattiva, delle entrate agli stessi relative.

4. I beni patrimoniali del Comune non possono, di regola, essere concessi in comodato od uso gratuito. La Giunta può derogare a tale principio per motivi di pubblico interesse.

5. I beni patrimoniali disponibili possono essere alienati, a seguito di deliberazione adottata dal Consiglio comunale per gli immobili e dalla Giunta per i mobili, quando la loro redditività risulti inadeguata al loro valore o sia comunque necessario provvedere in tal senso per far fronte, con il ricavato, ad esigenze finanziarie straordinarie dell'Ente.

  1. L'alienazione dei beni immobili avviene, di regola, mediante asta pubblica.
  2. I beni mobili, in caso di sostituzione, vengono alienati con determinazione del Dirigente competente.

 

 

Capo IV - LA REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA ed

IL RENDICONTO della GESTIONE

 

Art. 63

Il Collegio dei Revisori dei conti

1. Il Consiglio comunale elegge, con voto limitato a due componenti, il Collegio dei Revisori dei conti, composto da tre membri, prescelti in conformità a quanto dispone l'art. 234 del D.Lgs 18.8.2000, n.267.

2. I Revisori durano in carica tre anni e sono rieleggibili per una sola volta. Non sono revocabili, salvo che non adempiano, secondo le norme di legge e di statuto, al loro incarico.

3. Il Collegio dei Revisori collabora con il Consiglio comunale in conformità a quanto previsto dal presente statuto. Esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione.

4. Per l'esercizio delle loro funzioni i Revisori hanno diritto di accesso agli atti e documenti dell'ente.

5. I Revisori dei conti adempiono ai loro doveri con la diligenza del mandatario e rispondono della verità delle loro attestazioni. Ove riscontrino gravi irregolarità nella gestione dell'Ente, ne riferiscono immediatamente al Consiglio comunale.

6. Il Collegio dei Revisori dei conti attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione e redige apposita relazione, secondo quanto previsto dal terzo comma del successivo articolo, con la quale accompagna la proposta di deliberazione consiliare sul conto consuntivo.

 

Art. 64

Il rendiconto della gestione

  1. I risultati della gestione sono rilevati anche mediante contabilità economica e dimostrati nel rendiconto, che comprende il conto del bilancio ed il conto del patrimonio.
  2. La Giunta, con una relazione illustrativa allegata al conto consuntivo, esprime le proprie valutazioni in merito all'efficacia dell'azione condotta, sulla base dei risultati conseguiti, in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti.

3. Il Collegio dei Revisori dei conti attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione consiliare del conto consuntivo e nella quale il Collegio esprime rilievi e proposte tendenti a conseguire una migliore efficienza, produttività ed economicità della gestione.

4. Il conto consuntivo è deliberato dal Consiglio comunale entro il 30 giugno dell'anno successivo, in seduta pubblica, con il voto della maggioranza dei consiglieri presenti. Nelle adunanze di seconda convocazione il conto consuntivo può essere posto in votazione soltanto se sia presente, al momento della stessa, almeno la metà dei consiglieri in carica.

 

 

Capo V - IL CONTROLLO DELLA GESTIONE

 

Art. 65

Finalità

1. Con apposite norme da introdursi nel regolamento di contabilità il Consiglio comunale definisce le linee-guida dell'attività di controllo interno della gestione.

2. Il controllo di gestione dovrà consentire la verifica dei risultati rispetto agli obiettivi previsti dai programmi e, mediante rilevazioni sistematiche in corso d'esercizio, la valutazione dell'andamento della gestione e gli eventuali interventi organizzativi necessari per conseguire i risultati prefissati.

3. Il controllo di gestione, attraverso le analisi effettuate sull'impiego delle risorse finanziarie ed organizzative, sulle componenti dei costi delle funzioni e servizi, sulla produttività di benefici in termini quantitativi e qualitativi, deve assicurare agli organi di governo dell'ente tutti gli elementi necessari per le loro scelte programmatiche e per guidare il processo di sviluppo dell'organizzazione.

 

 

Capo VI - TESORERIA E CONCESSIONARIO

 

Art. 66

Tesoreria

  1. Il servizio di Tesoreria è affidato dal Consiglio Comunale ad un soggetto abilitato dalla legge mediante procedura ad evidenza pubblica.

2. La concessione è regolata da apposita convenzione deliberata dal Consiglio Comunale.

3. Il funzionamento del servizio di Tesoreria è disciplinato dal Regolamento di contabilità.

 

 

Titolo VIII - COLLABORAZIONE E RAPPORTI CON ALTRI ENTI

 

Art. 67

Lo Stato

1. Il Comune gestisce i servizi di competenza statale, attribuiti dalla legge, nelle forme più idonee ad assicurarne il miglior funzionamento a favore dei propri cittadini. Il Sindaco esercita le relative funzioni, quale Ufficiale del Governo.

2. Il Comune provvede alle prestazioni di supporto per l'esercizio nel proprio territorio, di funzioni d'interesse generale da parte dello Stato, nell'ambito dei compiti stabiliti dalle leggi ed alle condizioni dalle stesse previste.

3. Il Comune esercita le funzioni delegate dallo Stato, che assicura la copertura dei relativi oneri.

Art. 68

La Regione

1. Il Comune esercita le funzioni amministrative allo stesso attribuite dalle leggi regionali, nelle materie che, in rapporto alle caratteristiche della popolazione e del territorio risultano corrispondenti agli interessi della comunità locale.

2. Il Comune esercita le funzioni amministrative allo stesso delegate dalla Regione, che assicura la copertura degli oneri conseguenti.

3. Il Comune concorre, attraverso il coordinamento della Provincia, alla programmazione economica, territoriale ed ambientale della Regione.

4. Il Comune, nell'attività programmatoria di sua competenza, si attiene agli indirizzi ed alle procedure stabilite dalle leggi regionali.

 

Art. 69

La Provincia

1. Il Comune esercita, attraverso la Provincia, le funzioni propositive in materia di programmazione della Regione. Partecipa al coordinamento, promosso dalla Provincia, della propria attività programmatoria con quella degli altri comuni, nell'ambito provinciale.

2. La compatibilità degli strumenti di pianificazione territoriale predisposti dal Comune con le previsioni del piano territoriale di coordinamento è accertata dalla Provincia che esercita, in questa materia, tutte le funzioni alla stessa attribuite dalla Regione.

3. Il Comune collabora con la Provincia per la realizzazione sulla base di programmi, di attività e di opere di rilevante interesse provinciale, sia nei settori economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quelli sociali, culturali e sportivi.

 

 

 

TITOLO IX

NORME TRANSITORIE E FINALI

 

Art. 70

Revisione dello Statuto

1. Le modificazioni dello statuto sono deliberate dal Consiglio comunale con la procedura stabilita dall'art.6 del D.Lgs 18.8.2000, n.267.

2. Le proposte di cui al precedente comma sono sottoposte a parere obbligatorio degli organismi di partecipazione popolare, da richiedersi almeno trenta giorni prima dell'adunanza del Consiglio comunale. Entro lo stesso termine sono inviate in copia ai consiglieri comunali e depositate presso la segreteria comunale, dando pubblici avvisi di tale deposito nelle forme previste dal regolamento.

3. La proposta di deliberazione di abrogazione totale dello statuto deve essere presentata al Consiglio comunale congiuntamente a quella di deliberazione del nuovo statuto.

4. L'adozione delle due deliberazioni di cui al precedente comma è contestuale: l'abrogazione totale dello statuto assume efficacia con l'approvazione del nuovo testo dello stesso.

5. Nessuna deliberazione di revisione od abrogazione dello statuto può essere adottata se non sia trascorso almeno un anno dall'entrata in vigore dello statuto o dell'ultima modifica.

6. La proposta di revisione od abrogazione respinta dal Consiglio comunale, non può essere rinnovata fintanto che dura in carica il Consiglio che l'ha respinta.

 

Art. 71

Entrata in vigore

1. Il presente Statuto, dopo l’avvenuta esecutività della deliberazione di approvazione, è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione ed è affisso all'albo pretorio del Comune per trenta giorni consecutivi.

2. Il Sindaco invia lo statuto, munito delle certificazioni di esecutività e di pubblicazione, al Ministero dell'Interno, per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.

3. Il presente statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua affissione all'Albo pretorio.

4. Il Segretario comunale, con dichiarazione apposta in calce allo statuto, ne attesta l'entrata in vigore.

5. Il Consiglio comunale promuove le iniziative più idonee per assicurare la conoscenza dello statuto da parte dei cittadini.

 

Art. 72

Termine per l'adozione dei regolamenti

1. Il regolamento di partecipazione e quello sul procedimento amministrativo devono essere deliberati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente statuto.