Interpellanza presentata dal Gruppo Consiliare di RIFONDAZIONE COMUNISTA, relativa al Nido Piccolo Mondo
di Via Valgardena e sulla privatizzazione di Nidi Comunali.

Uno dei principali punti di forza e di eccellenza del Comune di Enopoli, ereditati dalle precedenti amministrazioni di sinistra consiste nella gestione degli asili nido comunali. Non si tratta solo di erogazione di un servizio di buona qualità ad un costo sostenibile: la gestione pubblica dei nidi ha svolto fino ad ora una funzione sociale e culturale di primaria importanza che ha caratterizzato in senso progressista la nostra città.

Anche se, solo una minoranza di genitori sceglie di ricorrere ai nidi comunali, il fatto che esista un servizio educativo accessibile a tutti i bambini, sottratto a logiche di appalto o di mercato, ha rappresentato un elemento di forte e stabile coesione della città intorno all'ente locale.

E' noto tuttavia come uno dei quattro nidi comunali della città, lo Stacciaburatta di Cortenova sia già gestito da un consorzio di cooperative, mentre è in previsione il passaggio da gestione diretta, in economia a gestione tramite affidamento esterno di un secondo nido, il Piccolo Mondo di via Valgardena, già dal prossimo autunno.

La nostra opposizione ferma e convinta a queste scelte non deriva da motivazioni ideologiche,
ma al contrario muove da considerazioni molto pratiche, scevre dalla forte ideologizzazione che caratterizza le propensioni privatistiche di questa Amministrazione in tutti i campi.

I Nidi comunali sono, infatti, la testimonianza vivente che è possibile e già esiste una buona conduzione pubblica di servizi delicati e cruciali come quelli rivolti all'educazione della prima infanzia, con un rapporto costo/qualità impareggiabile in strutture private, strette nella morsa della concorrenza, salvo non colpire pesantemente le condizioni contrattuali dei lavoratori impegnati.

Conoscendo, tra l'altro, gli indirizzi generai di questa Amministrazione, temiamo che ciò rappresenti solo un passo ulteriore verso la completa privatizzazione dei nidi comunali; siamo cioè convinti, e perciò preoccupati, che nel giro di pochi anni si arrivi al passaggio delle quattro
strutture comunali a privati accreditati, con tariffe libere e differenziate corrispondenti a diversi
livelli qualitativi, in una logica forzatamente mercantile e di competizione economica. In questo
contesto la A.C. svolgerebbe esclusivamente il facile quanto insignificante ruolo di erogatore di
contributi.

Ancora una volta riteniamo che, sulla strada di una fascinazione ideologica, si prenda una strada involutiva come fosse una luminosa via innovativa.

E ancora ci domandiamo quale logica coerente possa legare la propagandata adesione del Sindaco al Movimento di Porto Alegre con scelte così estreme nella direzione delle dismissioni di gestioni pubbliche su funzioni così importanti, quando proprio il documento di Porto Alegre individua nella privatizzazione dei servizi pubblici l'elemento cardine a livello locale delle politiche di globalizzazione neoliberista.

E' noto inoltre come il consiglio di gestione dei genitori del nido Piccolo Mondo, si sia espresso all'unanimità, con una lettera scritta, in modo estremamente chiaro, fermo e motivato, contro l'ipotesi di passaggio a gestione cooperativa, ed in favore viceversa di una scelta di assunzione diretta del personale già temporaneamente assunto dal comune.

Premesso quanto sopra

SI CHIEDE AL SINDACO ED ALLA GIUNTA

1) se a monte della scelta di affidare a gestione esterna in appalto il nido '"Piccolo Mondo" vi sia una esatta quantificazione dei vantaggi economici o di qualità derivanti da questa scelta rispetto alla gestione diretta, ed in caso affermativo si chiede che sia prodotta una dettagliata documentazione;

2) Se ritenga che il passaggio a gestione esterna possa ulteriormente migliorare la qualità del servizio, rispetto agli standard attuali nel breve e nel lungo periodo, ed in caso affermativo di produrre adeguata documentazione tecnica;

3) se nelle valutazioni circa gli effetti del passaggio a gestione esterna si sia tenuto conto anche delle modificazioni nelle condizioni contrattuali di lavoro del personale comunque impegnato nel nido.

4) se sia intenzione della A.C. nei prossimi due anni 2003 e 2004 intervenire anche sugli altri due superstiti nidi a gestione diretta.

5) se sia intenzione della A.C. prevedere anche in futuro la cessione integrale dell'intera struttura di uno o più nidi comunali, a soggetti privati accreditati, passando da una gestione pubblica (diretta o esterna) ad una gestione integralmente privata con semplice contribuzione comunale.

Claudio Bicchielli Tiberio Tanzini